Un sito che viene aggiornato e dei dati ufficiali che cambiano. Succede non per un indirizzo web qualunque ma per quello del Pentagono americano, che rivede i conteggi del proprio database sulle perdite militari “al ribasso”, o meglio, distribuendo morti e feriti in diverse voci.Così, i morti nell’operazione Epic Fury che dal 28 febbraio occupa le forze americane in Medio Oriente calano da 18 a 14, mentre i feriti in combattimento registrati sono oltre 400. Il cambiamento nel sistema di conteggio potrebbe derivare dalla posizione dell'amministrazione Trump, secondo cui l'Operazione Epic Fury si sarebbe conclusa a maggio di modo che la ripresa dei combattimenti dopo il fallimento dei negoziati - a partire dal 7 luglio - farebbe ripartire il limite dei 60 giorni entro cui il presidente può condurre operazioni militari senza l'autorizzazione del Congresso.A complicare il quadro c'è poi un dato - non ufficiale - riportato da Cbs News, che cita un funzionario statunitense: dall'inizio dell'operazione Epic Fury, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti in aereo dal Medio Oriente per ricevere cure mediche. Secondo la stessa fonte, la maggior parte dei casi non sarebbe legata ad azioni di combattimento.Quanto al conteggio, il Pentagono ora distingue le perdite conseguite durante l'operazione Epic Fury, la campagna militare condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio, da quelle conseguite a partire dal 7 luglio, giorno di ripresa delle operazioni contro l'Iran che valgono una nuova categoria, quella generica delle "Overseas Operations". In settimana il Pentagono ha reso noto che quasi 100 militari statunitensi sono rimasti feriti proprio a partire dal 7 luglio.Una scelta, quella di separare le due fasi del conflitto, che ha alimentato critiche di analisti e parlamentari, secondo cui una simile distinzione non avrebbe precedenti. Al centro della contestazione c'è il War Powers Act del 1973, la legge che impone al presidente di interrompere le operazioni militari entro 60 giorni in assenza dell'autorizzazione del Congresso. L'amministrazione Trump sostiene che il cessate il fuoco abbia interrotto il conteggio dei 60 giorni, facendo partire un nuovo periodo con la ripresa dei combattimenti proprio a inizio luglio. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha accusato il Pentagono di "fare finta che ci siano state due guerre contro l'Iran, separate da un breve cessate il fuoco", sostenendo che il segretario alla Difesa Pete Hegseth stia "violando la legge" e debba quindi "esserne chiamato a rispondere". Il Pentagono, interpellato nei giorni scorsi sulla revisione dei dati, aveva attribuito le modifiche a problemi tecnici del sito, senza fare riferimento a un ricalcolo delle perdite.