di
Gianni Santucci
A giugno hanno pesato in particolare le spese obbligate. Rispetto al periodo pre-Covid fare la spesa al supermercato costa il 25 per cento in più
In sei mesi il costo della vita a Milano è aumentato del 2,5 per cento. Il dato è (non di molto) più basso rispetto a quello nazionale. Ma va inquadrato in una storia: gli aumenti per affitti, bollette, bar, benzina, assicurazioni, assistenza per i malati si accumulano sui feroci rincari generalizzati del quadriennio orribile post Covid (2022-2025), quando vivere in città è diventato dal 25 al 30 per cento più gravoso per i bilanci dei milanesi.
È poi probabile che la realtà quotidiana dell’inflazione nel primo semestre 2026 sia stata anche peggiore rispetto all’indice statistico del più 2,5 per cento, perché le voci che hanno subito la pressione più forte sono quelle per le spese obbligate e ricorrenti. A partire dalle abitazioni.






