HomePratoSportAutomobilismo. La carica di Pellegrino: "Punto a migliorare»"La stagione non è partita nel migliore dei modi, ma i primi risultati stanno arrivando. Sono abbastanza soddisfatto, punto a...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"La stagione non è partita nel migliore dei modi, ma i primi risultati stanno arrivando. Sono abbastanza soddisfatto, punto a migliorare". Si è così espresso Samuele Pellegrino, tracciando un primo bilancio della sua stagione agonistica. Il rallista di Prato, classe 1998, è tornato a gareggiare dopo l’incidente dello scorso anno, quando vide perdere la vita il pilota ed amico Matteo Doretto. La Peugeot 208 Rally4 sulla quale viaggiavano durante una sessione di test in vista del Rally di Polonia uscì improvvisamente di strada, impattando violentemente contro un albero. Doretto, che era al volante, non si riprese più: fu Samuele, rimasto lievemente ferito e sotto shock, a cercare di salvarlo tentando di estrarlo dalle lamiere e a chiamare subito i soccorsi (purtroppo vani).

Un episodio che lo ha segnato. Pellegrino ha anche rifletturo sulla possibilità di lasciare il mondo delle corse. Ma se alla fine ha deciso di andare avanti, è stato anche per onorare la memoria dell’amico scomparso, come lui stesso fece presente sul finire del 2025. Poche settimane fa, nelle vesti di co-pilota, Pellegrino ha preso parte alla quarantacinquesima edizione del Rally Appennino Reggiano, piazzandosi sessantaduesimo insieme al pilota Federico Biagioli a bordo della Renault Clio RS Line. Non tutti ricordano infine che Samuele, un decennio fa, era tra i rugbisti più promettenti della Toscana. Cresciuto nei Cavalieri, fu selezionato per l’Accademia zonale 2014/15 (ancora minorenne) ed incluso dall’allora tecnico tuttonero Carlo Pratichetti nella rosa della prima squadra che prese parte al campionato di Serie A 2017/18. Successivamente ha deciso di passare dalle mischie in campo alle cartine del co-pilota a bordo delle auto da rally. Ed è in quest’ultima veste che punta a crescere e ad affermarsi ulteriormente, senza mai dimenticare l’amico Matteo.