TRENTO. È finito in carcere per non aver pagato le tasse. L'incubo per un 52enne è durato tre giorni, il tempo trascorso in una cella di Spini con la prospettiva di una estradizione in Russia, Paese in cui è nato e che ha emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti. A salvarlo dal rientro coatto in patria - che avrebbe significato la detenzione in uno Stato che non aderisce più alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo - è stata la Corte di appello di Trento. L'arresto non è stato convalidato e lo straniero è stato rimesso in libertà.
L'uomo è arrivato in Italia con un documento di viaggio rilasciato dal Canada. Ad intercettarlo sono stati i carabinieri della compagnia di Cles, procedendo poi all'arresto sulla base di un provvedimento di cattura ai fini dell'estradizione emesso nell'aprile del 2021 dal tribunale di Sovetskij. Il 52enne risulta essere stato condannato per «evasione del pagamento delle imposte commessa su scala particolarmente ampia», reato per il quale il codice penale russo prevede fino a sei anni di carcere. Il 17 luglio ha fatto ingresso nel carcere di Spini; il 20 luglio è stato rilasciato, preso atto anche della «unilaterale uscita del paese richiedente dalla Convenzione europea di estradizione».








