C’è una struttura abbandonata, nel cuore del parco della Mandria, che il re aveva fatto costruire a metà Ottocento per i suoi cavalli da guerra e da traino. Oggi torna a vivere. Si chiama Rubbianetta e diventerà uno dei poli dell’equitazione più importanti d’Italia: due tra i cavalieri olimpici più titolati del momento, circa 350 cavalli, un collegamento diretto con la Reggia attraverso percorsi in carrozza pensati anche per il turismo. La Regione ha assegnato l'immobile alla Fise, la Federazione italiana sport equestri, che si è rivolta a House Factory per la valorizzazione dell’immobile. E oggi si alza il velo. Un recupero che ha anche un peso economico: un bene sabaudo restituito alla produttività, capace di attrarre atleti, appassionati e visitatori. L’idea è trasformare la Rubbianetta in un nodo del turismo esperienziale, agganciato al circuito della Venaria: cavalli, carrozze e un percorso che intreccia sport equestre e patrimonio storico, in un’area finora rimasta ai margini dei grandi flussi.
A firmare l’operazione è la società fondata nel 2009 da Marco D’Oria e dal socio Francesco Tesi. «Ho iniziato quest’attività quando avevo vent’anni» racconta D’Oria. Nata come agenzia di intermediazione, House Factory ha via via «verticalizzato» l’attività sulle nuove costruzioni e sugli sviluppi immobiliari, muovendosi soprattutto tra Piemonte, Lombardia e Liguria, con incursioni fino in Puglia e Sicilia. Il salto, spiega il fondatore, è di posizionamento: «Abbiamo lavorato perché le persone percepissero la differenza tra l'agente e il consulente immobiliare». Uno zoccolo duro di quindici consulenti interni, una scuola di formazione dedicata alle nuove costruzioni e, soprattutto, un ufficio marketing e comunicazione interno. È il fiore all'occhiello, assieme alle referenze: l’impegno nel settore del golf, dai Ciliegi ai Roveri, e progetti come Scalo Trentuno a San Salvario, Music Hall in precollina, Casa Maia in zona Cascine Vica di Rivoli e Palazzo Masino nel centro storico.








