PADOVA - Quattro attivisti di Palestine Action Italia sono stati denunciati e colpiti da fogli di via e avvisi orali per una manifestazione di protesta inscenata all'alba di lunedì 6 luglio nell'area dell'Interporto dove ha sede l'azienda Dsv, in via Nuova Zelanda, zona Industriale.La mobilitazione

I quattro manifestavano contro Dsv, colosso danese del settore trasporti e logistica, denunciandone la presunta complicità nella filiera del genocidio in Palestina e supporto all'industria bellica israeliana, cui è accusata di consegnare armi. Il gruppo alle 6.30 si è presentato nell'area con addosso tute rosse e keffyeh palestinesi. Lì sono stati intercettati da pattuglie della polizia e dalla digos che ha sequestrato alcuni fumogeni (non utilizzati) e uno striscione arrotolato con la scritta "Complice del genocidio". Materiali che gli attivisti avrebbero voluto utilizzare davanti all'ingresso dell'azienda a fini dimostrativi. I quattro sono dunque stati trasferiti in questura per l'identificazione, dove è emerso che tre di loro erano stati in precedenza già segnalati per reati in materia di ordine pubblico. Tutti e quattro sono stati denunciati per violazione di domicilio, mentre due hanno anche ricevuto il foglio di via da Padova (rispettivamente di 1 e 4 anni) e gli altri due l'avviso orale del questore.Il gruppo Palestine Action Italia ha divulgato una nota con la propria posizione sulla vicenda. «Le attiviste prevedevano di sventolare simbolicamente la bandiera della Palestina di fronte la sede della Dsv, una delle più grandi aziende responsabili dell’invio di armi ad Israele. Sono state bloccate dalle forze dell’ordine e trattenute in questura colpevoli unicamente di dimostrare solidarietà con il popolo palestinese - recita il comunicato -. Dopo più di sei ore in questura, le forze dell’ordine si rifiutano di dare notizie anche alle persone più care. Abbiamo molta paura che le ragazze stiano ricevendo forti intimidazioni unicamente per aver dimostrato empatia al popolo palestinese». «L’Italia sta criminalizzando chi chiede di fermare il genocidio, mentre chi lucra sulla vita dei palestinesi continua a svolgere il proprio lavoro per portare avanti uno dei più grandi crimini dell’umanità dei nostri tempi. Con quest’azione la campagna Palestine Action Italia ha l’obiettivo di mettere in luce la complicità delle aziende come Dsv che lavorano nella filiera del genocidio e per rallentare le sue operazione logistiche».