Sette attiviste di Palestine Action Italia e Ultima Generazione hanno bloccato l'ingresso principale della sede di Nerviano della Leonardo Spa incatenandosi al cancello e mostrando dei banner con scritto Palestina Libera. E' successo stamattina poco prima delle 8. Le manifestanti si sono confrontate e hanno dialogato con i dipendenti dello stabilimento; con un lavoratore dello stabilimento che si è unito alla protesta.

Dopo circa un'ora dall'inizio dell'azione sono giunti sul posto i carabinieri che hanno identificato le persone che hanno preso parte all'azione. A quanto si è appreso, le attività dell'azienda non hanno subito rallentamenti.

"Noi continueremo a chiedere l'embargo totale delle armi verso Israele, questo genocidio non andrà avanti con la nostra complicità - hanno fatto sapere in una nota i movimenti coinvolti nel blitz-. Siamo in una fase critica, continueremo a farci sentire e non ci fermeremo finché la macchina economica del genocidio non si fermerà perché se Israele sta andando avanti con la sua occupazione è perché stiamo continuando a fornirgli le armi".

"Ci rivolgiamo ai dipendenti di Leonardo - si legge in una nota diffusa da Palestine Action Italia - vi chiediamo di pretendete trasparenza sugli atti di due diligence, è vostro diritto sapere come le vostre competenze vengono impiegate al servizio di "Israele". Il segreto commerciale non potrà esonerarvi dalle responsabilità morali e storiche. I vostri dirigenti non solo si macchiano del sangue dei palestinesi sterminati, lo fanno anche a spese vostre e nostre che spesso non abbiamo alternative in un'economia al collasso".