Il caso.27 luglio 2026 alle 01:09Di nuovo in strada i mezzi diesel per affiancare i bus elettrici in sofferenza

Il grande caldo non dà tregua e, oltre a mettere a dura prova la pazienza dei cagliaritani, sta mettendo sotto pressione anche il trasporto pubblico cittadino. Da giorni gli utenti del Ctm segnalano corse cancellate, autobus che si fermano improvvisamente lungo il percorso e ritardi che, nelle ore più calde della giornata, si traducono in lunghe attese alle fermate sotto il sole.

A essere maggiormente interessata è la nuova flotta elettrica, fiore all’occhiello del piano di rinnovamento del trasporto pubblico cittadino, oggi chiamata a confrontarsi con temperature eccezionali. Secondo Ctm, infatti, il caldo record sta mettendo sotto stress i sistemi di trazione e di climatizzazione, mandando diversi mezzi in blocco e costringendoli a rientrare in deposito.

Le vicende

Tratte cancellate, autobus che fino a pochi minuti prima risultavano in arrivo sull’app Bus Finder e poi spariscono, corse rinviate e tempi d’attesa che in alcuni casi superano i quaranta minuti. Le segnalazioni arrivano ogni giorno, soprattutto da studenti e lavoratori. C’è chi racconta di aver perso un esame universitario, chi una coincidenza ferroviaria e chi, semplicemente, denuncia l’impossibilità di affidarsi al trasporto pubblico durante le ore più calde. «Non se ne può più», raccontano diversi passeggeri. «Alle 10.30 sono arrivata alla fermata e il primo autobus risultava garantito solo alle 11.25. Una situazione insostenibile».Anche Alice Paulis, giovane studentessa, racconta la sua esperienza: «Pochi giorni fa ero in centro e aspettavo il 5 Zeus intorno alle 17. Ho aspettato circa quaranta minuti alla fermata di via Roma mentre molte persone hanno preferito tornare a piedi. A un certo punto mi sono sentita male per il caldo e ho dovuto chiamare un taxi, spendendo 22 euro per rientrare a casa». Un episodio che, spiega, non sarebbe stato isolato. Tra le lamentele più frequenti c’è anche quella relativa alla climatizzazione a bordo, spesso giudicata insufficiente nelle giornate con temperature più elevate.