Domenica il gabinetto di sicurezza del governo israeliano ha approvato una legge che permetterà l’ingresso nella Striscia di Gaza della Forza di stabilizzazione internazionale (ISF): è un contingente di soldati internazionali che dovrebbe garantire la pace nell’area fino al disarmo completo di Hamas ed è previsto dal piano del presidente statunitense Donald Trump sul futuro della Striscia. Il voto è considerato un tentativo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di assecondare le richieste di Trump subito prima di una sua visita a Washington, prevista per martedì. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, uno dei membri più estremisti del governo israeliano, ha votato contro la decisione.
Il ruolo della ISF è uno degli aspetti più complicati del piano di Trump, la cui implementazione è ferma da mesi. Israele ha già messo in chiaro che il voto non autorizza un suo dispiegamento immediato, ma ha dato qualche informazione su come dovrebbe funzionare. Il contingente dovrebbe essere inizialmente composto da poche centinaia di soldati provenienti da paesi che Israele considera «amici», come Uganda e Marocco, che prenderanno il controllo di un’area limitata vicino a Rafah, nel sud della Striscia. Ogni soldato dovrà essere approvato da Netanyahu, dal ministro della Difesa Israel Katz e dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar.









