Ci sara', almeno idealmete, un nome del ct azzurro sul tavolo del consiglio federale martedi' prossimo, anche se l'argomento non e' all'ordine del giorno? A poco piu' di un mese dall'elezione di Giovanni Malago' alla guida della Federcalcio, e' ancora stallo sulla scelta del tecnico chiamato a risollevare le sorti mondiali dell'Italia, ed e' un dato di fatto che alcune delle componenti comincino a manifestare preoccupazione per il passare del tempo. Mentre attorno al nome di Andrea Pirlo si scatena la polemica politica e di opinione pubblica (sui social del campione del mondo, i commenti ai suoi post sfoderano l'immancabile hashtag PirloOut), la situazione in via Allegri è al momento ferma.
Paolo Maldini, il dt designato da Malago' per scelte condivise e per guidare il progetto tecnico di rifondazione, resta legato alla scelta del suo ex compagno Milan. Ha fatto, con l'advisor Leonardo, il viaggio a Barcellona per l'estremo tentativo su Guardiola; ha ammesso di aver contattato anche Ancelotti (scelta non gradita alla Federcalcio brasiliana, che avrebbe protestato informalmente con la Fifa); ma dopo il no di candidati top non sembra preoccuparlo che l'attuale tecnico del Dubai United appaia soluzione di livello minore. Sulla strada restano pero' due macigni: se dal contratto con il club di Dubai (proprieta' russa) Pirlo puo' svincolarsi, il ruolo di global ambassador dell'agenzia di scommesse di Mosca, ancorché in via di soluzione, e le polemiche che ne conseguono rischiano di far cadere sul traguardo il vincitore designato, Si aggiunge il rischio di un conflitto di interessi (o di opportunità): il figlio di Pirlo e' affiliato a un'agenzia di procuratori, come quello di Maldini, situazione per altro affrontata in passato da un altro ct, Marcello Lippi.












