La scoperta non è che bonobo e scimpanzé siano in grado di fare pace. È che sembrano prepararla prima ancora che scoppi il conflitto. Quando il cibo sta per arrivare e la competizione sale, si stringono, si toccano, si tengono per mano, si baciano. Talvolta uno infila perfino le dita nella bocca dell’altro: un gesto di fiducia notevole, soprattutto se il destinatario possiede canini capaci di trasformare la diplomazia in una pessima idea. A raccontare questa “politica preventiva” dei corpi è uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B e condotto su 116 bonobo e scimpanzé, appartenenti a cinque gruppi ospitati in condizioni semi-naturali in due santuari africani: Lola ya Bonobo, nella Repubblica Democratica del Congo, e il Chimfunshi Wildlife Orphanage Trust, in Zambia.

I ricercatori hanno analizzato 60 sessioni di alimentazione condivisa, per oltre dieci ore di osservazione.La scena di partenza aveva una tensione incorporata: il cibo veniva distribuito in uno spazio limitato, come accade in natura intorno a un albero carico di frutti. Nei cinque minuti precedenti, gli studiosi registravano chi toccasse chi e in quale modo. Subito dopo misuravano quanto a lungo gli animali riuscissero a mangiare vicini e se si verificassero aggressioni. Il risultato è chiaro, pur con le cautele necessarie: gli individui che avevano scambiato più contatti rassicuranti prima del pasto trascorrevano poi più tempo a nutrirsi insieme. Il tatto, dunque, non servirebbe soltanto a ricucire una relazione dopo uno scontro, come già osservato nelle grandi scimmie. Potrebbe agire in anticipo, abbassando la “temperatura sociale” prima che la contesa abbia inizio.“Il contatto sociale è un potente strumento comunicativo”, conferma Jake Brooker, primo autore dello studio. Un linguaggio precedente alle parole, capace di confermare un’alleanza, mostrare disponibilità e rendere meno rischiosa la vicinanza.