Sei e trenta del mattino, Reggio Calabria. Il Frecciarossa 9584 per Torino parte con un guasto già noto: quattro vagoni senza aria condizionata, tra cui la carrozza 1, business ed executive, la più cara del treno. Per molti dei passeggeri diretti a Torino sarà un viaggio di dodici ore. Tra loro anche il paroliere Mogol. Il guasto era noto? Il caldo cresce chilometro dopo chilometro. A Napoli sale un tecnico: gli bastano pochi minuti per capire che il guasto non si risolve in corsa. Il treno riparte.Per il personale di bordo una sola carrozza sarebbe stata priva di climatizzazione; le altre tre si sarebbero guastate durante il viaggio. Una ricostruzione che non trova conferma nelle testimonianze dei viaggiatori. Al personale di Ferrovie non resta che impegnarsi per ore e a step a ricollocare centinaia di persone, ma non tutti. Disponibilità e cortesia non mancano. Quello che manca è l’aria condizionata.
Evacuati dopo le proteste In carrozza 1 la protesta monta finché il personale decide di evacuare il vagone: passeggeri in piedi nei corridoi, in cerca di un posto altrove. Tra loro c’è anche Mogol, di ritorno dalla Basilicata, ospite del Festival Marateale.«Sì, faceva davvero troppo caldo nella prima carrozza», conferma a La Stampa prima di scendere a Roma e dopo essersi messo in posa per più di un selfie richiesto dai fan. Quattrocento in fuga dal caldo Nei vagoni 3, 4 e 6 la scena si ripete, moltiplicata: tra chi sale e chi scende - stando a fonti di Trenitalia - il disservizio ha riguardato almeno 400 passeggeri. Vincenzo Montesano, salito a Lamezia e diretto a Milano, è tra i primi a cedere il posto nella carrozza 2 a chi cerca scampo dal caldo, dal primo scompartimento. Lui resta in piedi. «A Lamezia già non funzionava», racconta.






