Scommesse sportive, Russia, panchina della nazionale. Tre argomenti già di per sè motivo di discussione moltiplicano il loro carico se confluiscono in un'unica questione, l'opportunità di nominare ct dell'Italia Andrea Pirlo.

In un altro giorno di attesa per una nomina che scuote il sonno dei vertici Figc, emergono nuove posizioni, nette e opposte; non si esprime, oggi, direttamente sul caso ct-sponsor Russia l'ex compagno di squadra ed amico Andrij Shevchenko, che contattato telefonicamente, è in imbarazzo: "In questo momento preferisco non parlare". Lo aveva fatto alcune settimane fa ammettendo, a una tv ucraina, di essere rimasto "ferito" dalla scelta del suo amico Andrea (e di Francesco Totti) di fare il testimonial a Mosca, e di averlo anche detto direttamente a Pirlo, quando però quel ruolo non andava a cozzare con la chiamata dell'Italia. A dire la sua, oggi, e' invece il generale Roberto Vannacci. Il fondatore di Futuro Nazionale ritiene sbagliato far dipendere la scelta dal fatto che Pirlo è testimonial di un'agenzia russa di scommesse, perchè - dice al telefono all'ANSA - "cultura, arte e sport devono restare fuori dalla politica e dalle relazioni internazionali. Per assegnare incarichi, anche a Pirlo, va considerata la competenza e certo non gli affari con agenzie varie. Come feci con Buttafuoco a Venezia, dunque, a lui do la mia solidarietà. Non vedo proprio una questione etica".