Fino a oggi, la robotica si è concentrata soprattutto sulle prestazioni di queste macchine, sui compiti che sono in grado di svolgere e sulla possibilità che, in un futuro sempre più vicino, robot umanoidi – come Optimus di Tesla o H1 di Unitree – conquistino un ruolo importante nelle fabbriche, nelle nostre case e anche nei teatri di guerra.
E se il prossimo passo fosse chiedersi quale ruolo devono svolgere i robot per assicurarci che contribuiscano a un futuro sostenibile? È la domanda a cui prova a rispondere il “Manifesto per una robotica sostenibile” da poco pubblicato su Nature Machine Intelligenceda Mirko Kovač del Politecnico di Losanna, Barbara Mazzolai dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Sukho Song del sudcoreano Institute of Science and Technology.
L’obiettivo del manifesto è definire delle linee guida per la progettazione di robot sostenibili e soprattutto promuovere lo sviluppo di macchine che contribuiscano direttamente alla sostenibilità del pianeta, intesa come “un equilibrio di tre dimensioni interdipendenti: sostenibilità ambientale, assicurandosi che le risorse naturali e gli ecosistemi siano preservati e rigenerati (...); sostenibilità sociale, promuovendo uguaglianza, inclusione sociale e il benessere di tutte le persone (...); e sostenibilità economica, dando vita a economie stabili e resilienti che creino prosperità e impiego”.







