I robot umanoidi stanno passando dai laboratori al mercato consumer con prezzi sempre più bassi. Il caso Isaac 1 di Weave Robotics mostra però il lato nascosto della rivoluzione: queste macchine non sono ancora davvero autonome

Dal sogno fantascientifico al mercato: l’umanoide entra nella fascia dei consumatori, rendendo il robot domestico non più soltanto un esperimento da laboratorio. Dopo anni di prototipi mostrati nelle fiere tecnologiche, l’industria degli umanoidi sta provando a fare il salto decisivo: portare macchine capaci di muoversi e manipolare oggetti nelle case delle persone. La novità più rilevante riguarda il prezzo. Alcuni produttori stanno cercando di portare gli umanoidi verso una soglia considerata impensabile fino a poco tempo fa: quella di un prodotto acquistabile da privati, con cifre nell’ordine delle migliaia di dollari invece che delle centinaia di migliaia richieste dai sistemi robotici industriali. Tra i progetti più rappresentativi c’è Isaac 1, sviluppato dalla startup americana Weave Robotics, presentato come un robot domestico capace di svolgere attività quotidiane come piegare il bucato, riordinare gli ambienti e aiutare nella gestione della casa. Il prezzo annunciato, circa 7.999 dollari, lo colloca nella nuova fascia degli umanoidi “accessibili”, almeno rispetto ai costi tradizionali della robotica avanzata.