Stop ad elettrodomestici e dispositivi obsoleti dopo pochi anni e irriparabili e di complicato smaltimento. Entro il 31 luglio infatti gli Stati membri, e quindi anche l’Italia, dovranno recepire la direttiva Ue che incentiva la riparazione dei beni di consumo, per ridurre lo smaltimento prematuro dei prodotti riparabili e contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata.
In base alle nuove regole europee viene introdotto l’obbligo in capo ai produttori di riparare, anche fuori dal periodo di garanzia legale, un bene rotto o difettoso ma tecnicamente riparabile. È previsto un modulo europeo che il riparatore dovrà consegnare al consumatore prima di iniziare l’intervento con tutte le informazioni sulla riparazione: tipologia degli interventi, tempo necessario a completare il lavoro, prezzi, eventuale prodotto sostitutivo.
A ricordarlo è Assoutenti che ha anche avviato una campagna di sensibilizzazione dei cittadini sul tema del riuso.
La direttiva prevede che la riparazione sia eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed entro un periodo di tempo congruo e, nei casi in cui la riparazione sia impossibile, il fabbricante può offrire al consumatore un bene ricondizionato. Qualora il fabbricante obbligato alla riparazione sia stabilito al di fuori dell’Ue, l’obbligo ricade sul suo rappresentante autorizzato nell’Ue o sull'importatore del bene. I produttori sono poi obbligati a mettere a disposizione parti di ricambio e strumenti a un prezzo ragionevole che non scoraggi la riparazione.









