Non c’è tregua in Medioriente. Se Iran e Usa hanno sospeso da diverse ore attacchi e raid di rappresaglia, il caos regna sovrano in Cisgiordania. I territori palestinesi, infatti, sono in fiamme a causa dei continui attacchi dei coloni israeliani, sostenuti e spalleggiati dall’esercito di Tel Aviv che continua la sua operazione con interrogatori a tappeto, arresti e blitz nelle case dei palestinesi. Come se questo non bastasse, nel silenzio quasi totale della comunità internazionale, il ministro israeliano Betzalel Smotrich annuncia anche l’autorizzazione di altri centinaia di insediamenti illegali.
Sul fronte iraniano, Teheran ha dichiarato di aver interrotto gli attacchi di rappresaglia nella regione dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i loro raid sul Paese. “Nelle ultime due notti, gli americani hanno interrotto i loro attacchi. Poiché la nostra strategia si basa essenzialmente sulla rappresaglia, anche noi abbiamo sospeso le nostre operazioni”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia in un’intervista alla televisione di stato. Dopo quasi due settimane di bombardamenti sempre più intensi sull’Iran, infatti, gli Usa hanno sospeso i propri attacchi aerei. Alla base del cambio di strategia vi sarebbero le difficoltà statunitensi con gli approvvigionamenti militari: in particolare a scarseggiare sarebbero le scorte di munizioni (come i missili intercettori Patriot, che costano circa 4 milioni al pezzo) per difendere le truppe americane nelle basi in Giordania, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.












