È caccia all’uomo a Berlino dopo l’attentato di ieri sera, 25 luglio, quando un van ha travolto alcuni partecipanti al Christopher Street Day, il Pride della capitale tedesca, uccidendo una donna e ferendo 29 persone. Mentre la polizia continua le ricerche del presunto responsabile, il 21enne Abdul Ballout, anche la rete si è messa sulle sue tracce, in una sorta d’indagine parallela. E così, in poche ore, sui social è comparsa una presunta “identificazione”. Un utente su X ha rilanciato alcuni video sostenendo di aver trovato l’autore dell’attacco: «Era già stato espulso in Turchia e successivamente era rientrato in Germania – ha scritto - Prima di allora aveva già commesso più volte reati. E come è possibile che un’auto possa semplicemente lanciarsi a tutta velocità contro una folla di persone in quel modo?». Peccato che si tratti di un sosia omonimo di Ballout.
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«Non sono io» Si chiama Abdoul Malik, è molto attivo su TikTok e vive a circa 700 chilometri da Berlino. In alcuni video documenta quello che appare come un ingresso irregolare in Germania. Stesso nome, barba simile, stessi tratti del presunto attentatore. Sono bastati questi elementi per essere messo alla gogna dai “detective” dl web. Travolto dalle segnalazioni e dai commenti, Malik ha deciso di pubblicare un video per chiarire la sua posizione. «È stata diffusa la mia foto, il mio nome – ha raccontato – Ma non sono io. Lo dicono solo perché sono musulmano, perché mi chiamo Abdul». Poi l’appello: «Vi prego, ho una fedina penale immacolata. Non so cosa dire, ho ricevuto centinaia di messaggi, state rovinando la mia reputazione».











