La Costituzione italiana recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…".
La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, redatta dall’Onu, parimenti recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.
Questa quindi la teoria, vediamo in pratica: nel mondo politico, alle elezioni, certamente ciascuno di noi ha a disposizione il suo voto, un voto ciascuno, peccato che molti sono costretti a modificarlo a causa di minacce o in generale paura per la propria incolumità, o a causa della povertà che li induce a vendere tale voto per “pochi, maledetti ma subito!” trenta denari. Nei partiti politici egualmente in teoria dovrebbe valere piena democrazia, ma in pratica così spesso non è, in quanto lo Statuto e a cascata i regolamenti interni spesso se non sempre prevedono una differenziazione molto importante delle facoltà di ciascuno, che possono arrivare a determinare un controllo totale da parte della Segreteria, quindi un ristretto numero di persone che decidono linea politica, voti, candidati.
Ma a mio avviso, e non solo mio in realtà, è il mondo economico/finanziario/industriale quello che guida concretamente i destini della maggioranza di noi, dal momento che possiede enormi quantità di denaro e decide di fatto dove e come investirlo e troppo spesso corrompe i politici affinché non ostacolino i piani aziendali. Ricordiamoci sempre che i primi 10 fondi di investimento gestiscono/investono 40 mila miliardi di dollari. Ora è a tutti noto che, normalmente e legittimamente, nelle aziende non vige il principio “uno vale uno”, ma viceversa chi ha maggiore denaro normalmente possiede una quota maggiore dell'impresa e di conseguenza il suo voto pesa in proporzione a tale quota.








