«L’accesso ai locali del Tribunale di Trani è consentito esclusivamente a condizione che l’abbigliamento indossato risulti consono al decoro del luogo e compatibile con il rispetto dovuto alla funzione giudiziaria». Con questa disposizione, firmata dal presidente pro tempore, Salvatore Casiello, Palazzo di giustizia introduce un vero e proprio codice di comportamento sull’abbigliamento per chiunque vi acceda.

Il provvedimento nasce dalle segnalazioni del personale addetto alla vigilanza e alla sicurezza, che soprattutto nel periodo estivo aveva riscontrato un numero crescente di persone presentatesi con indumenti ritenuti non adeguati al contesto istituzionale: pantaloni corti, canottiere, ciabatte e abbigliamento tipicamente balneare erano diventati una situazione ricorrente, rendendo necessario fissare criteri uniformi per il personale incaricato dei controlli. Obiettivo, «tutelare il decoro dell’istituzione giudiziaria, garantire il regolare svolgimento delle attività giudiziarie e amministrative e fornire agli addetti alla vigilanza indicazioni chiare e omogenee nell’esercizio delle proprie funzioni».

L’elenco degli indumenti non ammessi è dettagliato. Non sarà consentito accedere o sostare negli uffici, nelle cancellerie, nelle aule di udienza, nei corridoi e negli spazi comuni del Tribunale indossando pantaloni corti o bermuda, canottiere, magliette senza maniche o a spalle scoperte, top corti, ciabatte, infradito, calzature da spiaggia o da piscina, costumi da bagno o altri capi riconducibili all’abbigliamento balneare. Sono inoltre vietati gli indumenti che lascino scoperti addome, schiena o torso, oltre a qualsiasi altro capo ritenuto manifestamente incompatibile con il decoro richiesto in un luogo destinato all’amministrazione della giustizia.