I teatri condominiali del XVIII e XIX secolo dell’Italia centrale saranno Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Lo ha comunicato il Ministro della cultura Alessandro Giuli che, dicendo di accogliere “con orgoglio e soddisfazione” la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’UNESCO riunitosi per la 48ª sessione a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026.

Il riconoscimento porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella Lista UNESCO, consolidando il primato dell’Italia per numero di beni riconosciuti. La storia dell’architettura e del teatro come istituzione sociale e culturale deve molto ai teatri condominiali all’italiana, nati dalla partecipazione diretta dei cittadini che ne erano co-proprietari, co-gestori e naturalmente fruitori, con un impatto diretto sullo sviluppo della vita culturale e sociale dei territori. Una tradizione civica che ha reso il teatro un elemento identitario delle comunità.

“Il riconoscimento celebra l’eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici, che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono”, ha commentato Giuli. “I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo. La loro iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale premia l’iniziativa promossa dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli in collaborazione con il Ministero della Cultura, che sosterrà l’intera rete nazionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura UNESCO”.