I volontari del rifugio per animali Chico Mendes a Campi Bisenzio avevano lanciato vari appelli social dopo la scomparsa di uno dei simboli della struttura: dopo una settimana l’orribile scoperta. Sul caso indagano le forze dell’ordine in attesa dell’esame necroscopico.

Sarà una indagine delle forze dell’ordine a chiarire quanto accaduto nel rifugio per animali Chico Mendes a Campi Bisenzio, nella città metropolitana di Firenze, dove uno degli animali della struttura, un caprone di nome Muschio, è sparito improvvisamente prima di essere rinvenuto dopo un settimana, fatto a pezzi e gettato in una botola nei campi vicini.

L’animale, che aveva oltre 15 anni, da oltre cinque anni era uno dei simboli del rifugio che accoglie animali salvati da situazioni di sfruttamento, maltrattamento o abbandono. Per questo quando Muschio era sparito, sabato scorso 18 luglio, i volontari si erano subito mobilitati per cercarlo, lanciando poi anche diversi appelli social. L’animale a sera non era rientrato come faceva sempre e in tutta la zona erano state lanciate battute di ricerca con una massiccia mobilitazione di tutti. Vista l’età e il caldo intenso di questi giorni, dal rifugio inizialmente avevano pensato a un malore ma le perlustrazioni immediate dei 16 ettari del rifugio e dei campi circostanti non avevano portato a nulla. Da qui l’ipotesi che fosse stato portato via da qualcuno dopo essere riuscito a uscire dall’area del rifugio. Dopo gli appelli social, erano arrivate anche alcune segnalazioni lunedì scorso ma che non avevano portato a nulla nonostante l’estensione delle ricerche effettuate anche con l’ausilio di un drone termico.