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Daniela Corneo

Il presidente della Cei su «Avvenire»: «Gli scontri durante il corteo a Bologna? Le immagini della morte di Fakir potevano provocare reazioni di rabbia, ma le violenze sono sempre inaccettabili. Ho apprezzato il ministro Piantedosi quando ha detto che non sarà un nuovo caso Cucchi».

«La pace non è mai una volta per tutte e inquinare l'ambiente con parole e gesti violenti è sempre pericoloso e colpevole». È il richiamo del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, che in un'intervista ad «Avvenire» interviene di nuovo sul caso di Abderrahim Fakir, morto domenica 19 luglio durante un intervento delle forze dell'ordine al Pilastro.

Il giorno dopo la morte di Fakir, Zuppi era già intervenuto chiedendo che non prevalessero «l’odio, la violenza, anche verbale e nei social, e la strumentalizzazione per nessuna ragione». Sulle colonne di «Avvenire» l'ha ribadito: «La violenza e l'odio diventano un vortice difficile da controllare, che fa precipitare tutti nella voragine dello scontro. Quindi mai giustificare l'odio, l'aggressività, il pregiudizio», avverte.