I casi
Pasquale Ferraro
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Il governo ha premuto l’acceleratore sul tema della sicurezza, mettendo da parte qualche eccessiva cautela per rispondere alla principale preoccupazione degli italiani: una vera e propria emergenza che coinvolge tutta la penisola e, in particolare, le grandi città che vivono — soprattutto al Nord — il fenomeno delle baby gang, i cosiddetti “maranza”. Tuttavia, il fenomeno ha dimostrato di essere presente anche in città come Roma. Al Sud la situazione è complessa, ma cammina su un binario completamente diverso, vista la presenza della criminalità organizzata sul territorio a presidio dei propri interessi e dei propri traffici.
La crescita esponenziale del partito del generale Vannacci ha obbligato il governo a una virata netta, perché sul tema l’esecutivo era chiamato da tempo a dare una risposta ulteriore e decisa, alla luce anche dell’incapacità della sinistra di comprendere e affrontare il fenomeno. Per Schlein, Conte e sodali aggregati, ammettere un problema di sicurezza significherebbe denunciare pubblicamente il fallimento di quel modello di società a cui essi aspirano e che rivendicano: fallimento in primis del multiculturalismo, delle teorie educative da opporre (e non integrare) al modello repressivo dei fenomeni criminali, e del problema della mancata integrazione islamica nella nostra società. Peggio ancora è la trafila di polemiche costantemente pronte contro le forze dell’ordine quando la vittima appartiene a una cosiddetta minoranza, ma silenti quando si tratta di un italiano o comunque di un cittadino regolare.








