Una sconfitta contro il Trento, un pari che diventa uno stop dopo i rigori contro il Parma. Finisce con due sconfitte il ritiro del Sassuolo, protagonista di in triangolare disputatosi al ‘Briamasco’ di Trento. Sperimentale la formula – due tempi contro due avversari diversi per forza e statura – e sperimentali, inevitabilmente, gli undici di cui si serve Alberto Aquilani, per spingere il suo ‘nuovo’ Sassuolo oltre l’impegno con cui i neroverdi hanno chiuso, ieri, il ritiro di Ronzone.

Affrontando, battuti, prima i padroni di casa del Trento, che giocano in C, e poi quel Parma che il Sassuolo si ritroverà contro, in campionato, a dicembre: due minigare da 45’, lungo le quali Aquilani ha dipanato, di fatto, tutti gli effettivi disponibili, mescolando carte e uomini, ma non moduli, con un 4-2-3-1 che aveva già dato buoni riscontri contro il Padova, battuto qualche giorno fa, e che il tecnico romano ha riproposto in entrambe le ‘minipartite’ disputate.

INDICAZIONI. Ottenendo le indicazioni, positive e negative, del caso, perché gare del genere a quello servono, oltre che a farsi un’idea di chi, e quanto potrà essere utile alla causa all’interno di assetti che Aquilani vuole disposti tanto al palleggio quanto alla verticalizzazione. Ma che a occhio vanno rivisti a livello difensivo, visto che la costante del precampionato neroverde è, fin qua, almeno un gol subito ogni 90’. E se è vero che il risultato oggi non conta, che gli esperimenti sono tanti e diffusi, che qualcuno si arrende agli acciacchi del caso – Odenthal e Doig - è anche vero che il triangolare del Briamasco è un passo indietro, sul quale lavorare. Ma il tempo non manca…