Regala il primo punto in campionato al Bologna, il Sassuolo. La squadra di Aquilani si fa raggiungere nel recupero da Dovbyk dopo avere a lungo dominato la partita del Dall’Ara.
Due volte in vantaggio, due volte raggiunti, i neroverdi pagano dazio alle occasioni, non sfruttate del tutto, che avrebbero potuto garantire loro percorso netto e invece li condannano ad un finale di gara difeso con i denti. Fino a quando Dovbyk non trova il gol che, al 91’, inchioda il derby sul 2-2. Visto con le lenti rossoblù, punto meritato e voluto, rincorso più coi nervi che col gioco. Vista con quelle neroverdi, invece, gara ben giocata, che va bene anche aver pareggiato, anche se si è andati, davvero, a tanto così dal vincerla.
Perché i presupposti per sbancare il Dall’Ara, il Sassuolo, li aveva costruiti già dall’avvio, con costruzioni dal basso che a lungo sono state un invito a scoprirsi che il Bologna non ha raccolto. Tedesco, infatti, spinge i suoi verso l’area neroverde solo quando il Sassuolo riavvia l’azione dal fondo, ma soprattutto aspetta. E fa bene, a non fidarsi, perché se è vero che il Sassuolo qualcosa concede ai rossoblù, quando si ‘accende’ sa far male. O meglio saprebbe, perché al minuto 11 Laurientè scarabocchia sul fondo una palla gol nitidissima, facendo suonare più di un allarme. Inascoltato dal Bologna, che cerca costruzioni sempre troppo lente o laboriose, che il Sassuolo legge sfilandosene con un’altra ripartenza, questa volta letale. Da Laurientè a Cinquegrano, quattro tocchi, l’ultimo del quale è l’assist del laterale che miracola Doig e rompe l’equilibrio, suggerendo al Sassuolo scenari inattesi.








