Ci sono salite che non compaiono su nessuna mappa. Iniziano con una telefonata inattesa, un lutto, un cambiamento. Da quel momento ogni certezza si dissolve e l’orizzonte si restringe fino a confondersi con le domande, la rabbia e il dolore. Eppure è proprio lì, quando la strada si fa più ripida e la cima scompare alla vista, che si gioca la partita più importante: quella con noi stessi. È stata proprio una di queste salite impreviste, la perdita delle persone che amava, a spingere la scrittrice e giornalista Costanza Rizzacasa d’Orsogna, 53 anni, a raggiungere il Giappone.
Il Buddha vivente Ryōjun Shionuma
A Sendai ha rintracciato Ryōjun Shionuma, 58 anni, monaco yamabushi, noto come il “Buddha vivente”, tra i pochissimi uomini ad aver completato il Sennichi Kaihōgyō, un pellegrinaggio ascetico sul Monte Ōmine. Considerato tra le pratiche spirituali più estreme al mondo, prevede di percorrere – per nove anni, ogni primavera – 48 chilometri quotidiani su sentieri di montagna, dormendo appena quattro ore per notte e nutrendosi solo di riso e zuppa di miso. In oltre tredici secoli di storia, solo due persone sono riuscite a portare a termine questa prova. E c’è un dettaglio che la rende ancora più estrema: una volta iniziata, non è previsto il fallimento. O si arriva alla fine, oppure ci si toglie la vita con un pugnale.







