La speranza Francesco Camarda ("deve rimanere con noi", la richiesta di Amorim) e l’immediato timore per le condizioni di Mario Gila ("spero e penso che si riprenderà presto" osserva il tecnico portoghese): tra clamorosi errori e pronte risposte, il 2-2 contro il Celtic non può diventare una sentenza tecnica, né positiva né negativa. Restano le indicazioni.

Nel primo tempo di Celtic Park il Milan ha provato a imporre possesso e pressione alta, da qui nascono gli errori di Pavlovic e Ricci, tentennamenti di costruzione dal basso. Amorim vuole una squadra coraggiosa, capace di attirare la pressione e superarla attraverso il palleggio. Una rivoluzione rispetto al recente passato, che necessita anche di interpreti diversi.

La reazione della ripresa ha avuto i volti di Samuel Chukwueze e Francesco Camarda. Il nigeriano ha cambiato ritmo alla partita, creando superiorità sulla destra e confezionando uno splendido assist di esterno. Camarda ha invece ricordato quale sia la sua dote principale: la capacità di incidere dentro l’area. Rigore conquistato e trasformato, poi il colpo di testa del pareggio. Rapace.

In un contesto dove è allarme rosso per chi si ritrovava i fari puntati addosso: Mario Gila, performante nella ripresa, ma nel giro di ventitre minuti fermato dal fisico. "Quando abbiamo subito il primo gol non ha fatto bene alla squadra. Nel secondo tempo abbiamo iniziato molto meglio", il commento finale di Amorim.