Dalla Casa di Comunità di San Paolo, di cui tutti ricordiamo la posa della prima pietra nel maggio del 2024 e poi mesi e mesi di un cantiere lumaca (i giorni scorsi Biffoni ha scritto al direttore direttore generale della Asl Toscana Centro Valerio Mari parlando "di modo di procedere farraginoso e poco spiegabile alla cittadinanza"), a un bilancio dell’attività dei Pir fino alla sfida della riduzione delle liste d’attesa: con l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni abbiamo il fatto punto su alcune delle opere più attese della città. E sulle sfide che ancora attendono la sanità territoriale.

Assessore Monni, quando sarà operativa la Casa di Comunità di San Paolo? Biffoni ha chiesto chiarimenti. Come risponde al sindaco e ai cittadini che aspettano quest’opera?

"Capisco l’attesa dei cittadini. La Casa di Comunità di San Paolo è un investimento importante per Prato e ogni ritardo incide sulla disponibilità di servizi che il territorio aspetta. Le vicende dell’impresa appaltatrice, il cambio societario intervenuto durante l’appalto, il maltempo, la bonifica bellica e le difficoltà nelle forniture hanno avuto un impatto sul cronoprogramma. Oggi i lavori sono in corso e la conclusione è prevista entro dicembre 2026. Regione, Azienda e Comune stanno seguendo l’intervento ciascuno per le proprie competenze, con l’obiettivo di rispettare i tempi aggiornati e arrivare rapidamente all’apertura. La Casa di Comunità rafforzerà la rete della sanità territoriale pratese. Medici di medicina generale, infermieri, specialisti e servizi sociali lavoreranno insieme per offrire una presa in carico più semplice e continua, soprattutto alle persone con patologie croniche. È questo il modello su cui stiamo investendo".