HomePesaroCronacaVitri-Baldelli, duello sui trasporti: "Alta velocità? Ma se siamo fermi": "La sinistra ha chiuso i servizi"La consigliera: "Il grande flop della Regione, per il trenino Pergola-Fabriano ultimi viaggi un anno fa". L’assessore: "Ricci avrebbe devastato il litorale coi viadotti, noi siamo per un tracciato sostenibile".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Dagli annunci ai binari fermi, il flop del trenino di Pergola e lo stallo dell’Alta velocità". Critica la consigliera regionale, Micaela Vitri (Pd), sulla politica dei trasporti ferroviari della giunta regionale. "Il trenino turistico Pergola-Fabriano rilanciato appena un anno fa con grande enfasi dalla giunta Acquaroli e in particolare dall’assessore Francesco Baldelli, quest’anno non è nemmeno ripartito. Tutto dimenticato: dalla promessa di riaprire la ferroviaria Fano-Urbino al trenino con pacchetti turistici Fabriano- Pergola, per cui la Regione ha stanziato nel 2022 117.600 euro più Iva per 20 corse, a cui si è aggiunto un secondo affidamento nel 2024 di 139.500 euro più Iva per 30 corse. Basta chiamare l’agenzia per prenotare un viaggio sul trenino, per scoprire che gli ultimi viaggi risalgono a dicembre 2025". Per Vitri, però, il dato più importante riguarda l’Alta velocità adriatica: "Dalle parole dell’assessore Baldelli nell’ultimo consiglio regionale è emerso che l’opera è completamente ferma. Pur confermando che le risorse oggi non sono in discussione, la Regione continua a sostenere che occorre attendere la programmazione complessiva dell’intera direttrice Bologna-Lecce, senza alcun passo concreto né alcun cronoprogramma per l’avvio dei lavori nelle Marche: tre anni di immobilismo". Vitri ricorda "il già esistente progetto di fattibilità per il tratto Pesaro-Fano dove la curva di Gradara rallenta sensibilmente la percorrenza dei treni e per il quale il governo Draghi aveva previsto 1,8 miliardi di euro. La Regione, però, preferisce aspettare il progetto complessivo. Nel frattempo il resto delI’Italia corre: la linea Alta velocità Napoli-Bari è in fase avanzata, mentre la dorsale Adriatica rimane indietro nonostante sia inserita nella rete strategica europea Ten-T. Il rischio è che il divario infrastrutturale con la dorsale tirrenica aumenti ulteriormente, penalizzando cittadini, imprese e turismo".