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di Salvatore Ferro

26 Luglio 2026, 06:15

La carota e il bastone, sulle carte del visto contabile per la programmazione dei Servizi sociali per l’infanzia e l’adolescenza. La Ragioneria generale dà l’ok alla spesa dei fondi di poco superiori ai 3 milioni di euro - peraltro extra-comunali, provengono dal Fondo nazionale infanzia e adolescenza del Dipartimento della Famiglia - relativi alle attività 2024, ma bacchetta, e duro, l’assessorato guidato da Mimma Calabrò per l’annosa mancanza della «formalizzazione e della sottoposizione alla giunta del Piano triennale delle attività e dei servizi sociali», in aperta contravvenzione della specifica azione prevista dal Piano di riequilibrio pluriennale.

Si tratta dei progetti destinati ai più piccoli, soprattutto quelli provenienti da famiglie in difficoltà: un bel calderone con dentro lavori e riapertura della Città dei ragazzi, e il progetto Pippi, che l’assessore Calabrò definisce «fondamentale e dalle inestimabili ricadute positive, avendo evitato l’istituzionalizzazione di decine di ragazzi. Continueremo a metterlo in campo, attingendo non più a fondi extra-comunali ma a risorse nostre, una volta esaurito il budget di 375mila euro nel triennio».