L’annuncio dato dall’assessore Matteo Leggio di finanziare con voucher l’accesso ai centri estivi non è piaciuto all’ex assessora al sociale Fiorella Grossi, che lo vede come una rinuncia "a investire in realizzazione e potenziamento dei centri estivi comunali" come erano stati pensati "per combattere la povertà educativa". Le risorse non mancherebbero: "in gran parte – spiega – provengono dai Fondi Nazionali per le Attività socio-educative e per il Sistema integrato di educazione e istruzione", il resto potrebbe essere reperito con "un cofinanziamento delle famiglie e un eventuale contributo dell’ente". La scelta, commenta Grossi, è "più semplice e immediata", ma anche "più indolore sul piano politico. Una soluzione più rapida rispetto a un modello che chiedeva programmazione, coordinamento e un lavoro di progettazione avviato nove mesi prima".
L’ex assessora è amareggiata: "a pagare le conseguenze saranno le famiglie più in difficoltà, i bambini che non possono permettersi vacanze al mare e per i quali i centri estivi erano un’opportunità di crescita, socializzazione e supporto". Il Comune, aggiunge, "non dovrebbe limitarsi a finanziare buoni servizio, ma continuare a svolgere un ruolo attivo nella progettazione e nell’organizzazione di servizi educativi capaci di garantire pari opportunità a tutti ... non un semplice servizio di intrattenimento, ma una co-progettazione fondata sulla collaborazione tra associazioni culturali, sportive e ambientali". La scelta dei voucher, secondo Grossi, "significa perdere un’occasione per rafforzare la comunità educante – perché -l’inclusione non può essere affidata esclusivamente alla capacità organizzativa dei singoli soggetti o alle disponibilità economiche delle famiglie".







