Il gruppo dei Cittadini per Fiesole ha presentato una mozione per impegnare la giunta a confrontarsi con il consiglio comunale prima di adottare atti che condizionano il futuro della città. Il documento prende spunto dal dibattito sulla gara per la gestione del bar del teatro. "Credo che la vera questione sia un’altra: ogni gara pubblica nasce da un indirizzo politico. Per questo – osserva il capogruppo Renzo Luchi dei CpF- non condivido l’idea che ogni riflessione politica sulla gara venga letta come un attacco alla correttezza della procedura".
Si sostiene, dunque, che la gara del bar non sia soltanto una procedura amministrativa ma "uno dei primi atti attraverso i quali sembra prendere forma la visione delineata nel dossier di candidatura a capitale delle Cultura, documento che non è mai passato dal consiglio comunale". "La questione non è quindi la gara, ma – sintetizza Luchi - il modello di città. Per queste ragioni chiediamo di aprire un confronto pubblico sugli indirizzi strategici futuri per il Teatro Romano perché il patrimonio culturale continui ad essere al servizio della comunità".
"Amareggia e spaventa che si continui ad insinuare il dubbio che la politica possa pilotare i bandi pubblici. Un bene pubblico resta un bene pubblico. Non appartiene all’amministrazione. Non appartiene a chi lo gestisce. Non appartiene a chi lo ha gestito in passato - sottolinea la sindaca Scaletti - Respingiamo con forza l’idea di una politica padrona degli appalti e chiediamo che la legalità resti l’unico faro dell’azione amministrativa". Per quando riguarda il ruolo del consiglio comunale, la sindaca ribadisce che "era al corrente di tutto", perché è un’operazione sopra i 140mila euro e quindi "necessariamente passa in commissione e dal consiglio".






