Non si sono preoccupati di oltrepassare le boe di delimitazione pur di fare un tuffo nelle acque cristalline del suggestivo fiordo di Crapolla. Un'imbarcazione ha superato la barriera ed è entrata nello specchio di mare che è zona «B» (a tutela generale) dell'Area marina protetta di Punta Campanella. Si tratta di uno dei punti di maggior pregio del primo tratto di litorale della costiera amalfitana che ricade nel territorio del Comune di Massa Lubrense. Un sito protetto nel quale è impedita la navigazione sia per la salvaguardia dell’ambiente che per la sicurezza dei bagnanti. Specchio di mare che, proprio in ragione del grande pregio naturalistico, è sottoposto a vincolo di riserva con divieto di esercitare la pesca sportiva e quella subacquea ed anche gli sport acquatici.

L’indignazione Da ciò il risentimento dei vertici del Parco marino per la violazione da parte di chi era al timone del gozzo. «Esprimiamo la più ferma condanna per il grave episodio verificatosi nel fiordo di Crapolla, dove una barca ha superato il limite delle boe di delimitazione, entrando in un'area di tutela ambientale e riservata alla balneazione - il commento indignato della presidente dell'Amp Punta Campanella, Carolina Mazzella -. Tale comportamento costituisce una violazione delle norme vigenti in materia di salvaguardia degli ecosistemi e di sicurezza della navigazione, e rappresenta un grave atto di inciviltà, mettendo a serio rischio l’incolumità dei bagnanti». Sono proprio i frequentatori della piccola baia i primi a protestare nel caso vedano delle imbarcazioni avvicinarsi a riva. Ricordiamo, a titolo di esempio, quanto accaduto esattamente tre anni fa, il 26 luglio del 2023, nel momento in cui alcuni pirati - perché così bisogna chiamarli - a bordo di acquascooter hanno raggiunto quasi la battigia provocando la sollevazione di chi era in spiaggia. Finirono così per fare dietro-front ed allontanarsi senza avere modo di mettere piede a terra. Come non comprendere lo sdegno di quanti frequentano questo piccolo lembo di costa che guarda verso Capri e si trova a poca distanza dall’isolotto de l’Isca che fu di Eduardo De Filippo? Per raggiungere la spiaggetta bisogna percorrere un sentiero che si apre tra la vegetazione formato da ben 700 gradini in pietra calcarea. Una autentica scarpinata - soprattutto la risalita verso la frazione di Torca - che in tanti affrontano volentieri pur di godere della pace e della tranquillità offerte da Crapolla. Così per preservare la zona dal «diportismo selvaggio», già da alcuni anni il Parco marino di Punta Campanella installa le barriere all’imboccatura del fiordo. «Le boe hanno la funzione di delimitare le aree di protezione ambientale e destinate alla balneazione - puntualizza la presidente dell’Amp, Carolina Mazzella -. Il loro superamento da parte di imbarcazioni non è solo irresponsabile, ma compromette l’equilibrio di delicati ecosistemi oltre a mettere a rischio l’incolumità di cittadini e visitatori. Il rispetto delle regole è un dovere di tutti ed è fondamentale per garantire la sicurezza e la tutela di uno dei luoghi più suggestivi e frequentati del nostro territorio». Le segnalazioni Il Parco di Punta Campanella annuncia che girerà la segnalazione e le foto alla Capitaneria di porto. Personale della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia che, agli ordini del comandante Alessio De Angelis, che verificherà se l’imbarcazione è dotata del sistema Ais (Automatic Identification System) così da poter consultare lo storico degli spostamenti e confermare l’ingresso nella zona interdetta. Si potrà poi risalire all’armatore ed al comandante per l’irrogazione delle sanzioni previste dal Codice della navigazione. Nel frattempo l’Amp Punta Campanella invita cittadini, bagnanti e diportisti a segnalare comportamenti incivili che violano le regole e, nel caso, a contattare prontamente le forze dell’ordine. Anche perché è possibile godere della bellezza del Parco marino senza comprometterne l’ecosistema. A dimostrazione di ciò dall’altro giorno è aperto e pienamente operativo il campo boe allestito tra Crapolla e l’Isca. Otto boe permetteranno l'ormeggio in tutta sicurezza senza utilizzare l'ancora ed arrecare danni ai fondali. Il transito nel canale di Isca è consentito solo per raggiungere i gavitelli di Crapolla e per ormeggiare è possibile versare il costo dei servizi di segreteria sull'app Blue Discovery o direttamente agli addetti presenti sul posto.