Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’Italia è il Paese più vecchio d’Europa e il secondo dopo il Giappone tra i Paesi OCSE: nel 2024 il 24,3% della popolazione residente ha 65 anni e più, oltre 14 milioni di persone; di questi circa la metà ha più di 74 anni e 4 mln e mezzo superano gli 80 anni. Differenze ancora più ampie si riscontrano per classe di ampiezza demografica: nei comuni in cui vivono fino a 2 mila abitanti si registra l’indice di invecchiamento più elevato, il 28,1%.
Proiezioni demografiche al 2050
Nel lungo periodo le proiezioni statistiche non sono positive: quel 24,3% di popolazione anziana è una quota che, salvo inversioni di tendenza, è destinata a crescere. Secondo stime Istat è previsto che l’indice di invecchiamento raggiunga nel 2050 il 34,6%. La popolazione di 85 anni e più, i “grandi anziani”, crescerà in modo significativo passando dal 3,9% nel 2024 al 7,2% nel 2050, con margini compresi tra il 6,4% e l’8%. L’indice di vecchiaia si attesta a quota 199,8.
Lo squilibrio generazionale e l'indice di dipendenza
Lo squilibrio generazionale, tra popolazione anziana che aumenta e quella giovane che diminuisce, è evidente a livello Paese, con un indice di dipendenza pari al 57,6%, più elevato nei piccoli comuni: il dato medio è pari al 62,9% nei comuni fino a 1.999 abitanti e al 58,9% in quelli tra 2.000 e 4.999 residenti.






