L'amministrazione Trump ha ammesso, in alcuni documenti giudiziari, di aver cancellato miliardi di dollari di finanziamenti federali per progetti di energia pulita basandosi esclusivamente sul voto elettorale degli stati coinvolti. A riportarlo è il New York Times. Quando, nell'ottobre 2025, il dipartimento dell'Energia aveva tagliato oltre 7,5 miliardi di dollari di fondi stanziati nell'era Biden, la Casa Bianca aveva presentato la misura come una correzione necessaria per proteggere i fondi pubblici da sprechi. Ma non era proprio così: in documenti giudiziari, i funzionari federali hanno riconosciuto di aver terminato i finanziamenti basandosi esclusivamente su criteri politici, colpendo i progetti di stati rappresentati da democratici, che nel 2024 avevano votato per Kamala Harris. L'ammissione è arrivata nell'ambito di una causa promossa da un gruppo di ricercatori dell'Università della California davanti al tribunale federale del distretto Nord della California, che contestava la cancellazione dei finanziamenti dell'era Biden da parte di diverse agenzie federali. Per evitare un lungo processo che avrebbe potuto portare alla luce documenti ancora più compromettenti, le agenzie coinvolte hanno accettato una serie di dichiarazioni congiunte sulle modalità con cui erano state prese le decisioni.Da queste dichiarazioni emerge però che gli uffici del dipartimento dell'energia avevano inizialmente esaminato migliaia di finanziamenti, raccomandandone la cancellazione per 624, un gruppo che comprendeva progetti sia in stati a guida democratica sia in stati a guida repubblicana. Sarebbe stato poi l'Office of Management and Budget (Omb) a selezionare, da quel bacino più ampio, 284 finanziamenti per la tornata di cancellazioni dell'ottobre 2025. Un legale del dipartimento dell'energia ha scritto in un atto processuale depositato questo mese che, con una sola eccezione, i 284 finanziamenti cancellati riguardavano progetti localizzati in stati che avevano assegnato i propri voti elettorali a Kamala Harris nel 2024 ed erano rappresentati da due senatori democratici.I tagli hanno interrotto il finanziamento di centinaia di progetti energetici, tra cui interventi di aggiornamento delle reti elettriche in stati come California e Oregon, iniziative per ridurre le perdite di metano dalle estrazioni di petrolio e gas in Colorado, e grandi hub per la produzione di idrogeno a basse emissioni in California e nel Pacifico nord-occidentale. Alcuni dei beneficiari hanno poi fatto causa all'amministrazione per tentare di recuperare i fondi. All'epoca dell'annuncio dei tagli, il direttore dell'Omb Russell Vought aveva rivendicato pubblicamente la scelta sui social, definendo quei fondi legati all'agenda climatica della sinistra e indicando esplicitamente i sedici stati "blu" interessati dai tagli: California, Colorado, Connecticut, Delaware, Hawaii, Illinois, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Vermont e Washington.Eppure, solo un mese fa, il segretario all'Energia Chris Wright aveva negato con forza, davanti alla Commissione Scienza, Spazio e Tecnologia della Camera, che la politica avesse avuto un ruolo nelle decisioni. Wright aveva assicurato che la politica non era stata coinvolta nel processo decisionale della revisione, definendo "una stronzata" le accuse in tal senso e dicendo di essere pronto a ripeterlo mille volte. Il Dipartimento dell'Energia aveva sostenuto che i progetti erano stati terminati dopo una revisione che ne aveva stabilito la scarsa utilità per le esigenze energetiche del Paese o la non sostenibilità economica. Ma dai documenti giudiziari su cui si basa l'inchiesta del New York Times emerge che l'ingerenza della politica ci sarebbe stata eccome.Il Dipartimento dell'Energia ha dichiarato di non essere d'accordo con le decisioni dei giudici che hanno bollato i tagli come illegittimi. La Casa Bianca e il dipartimento dell'energia non hanno però risposto alle richieste di commento del New York Times sull'ultima ammissione emersa dal caso californiano. Secondo il New York Times, la vicenda offrirebbe uno sguardo diretto su come l'amministrazione Trump abbia utilizzato la distribuzione di fondi federali per l'energia, ma anche per istruzione, sanità, edilizia e infrastrutture, come strumento per premiare gli alleati politici o colpire gli avversari.