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Daniele Sparisci, inviato a Budapest
Hamilton e Leclerc volano nelle libere, addirittura mezzo secondo di vantaggio sui rivali. Ma occhio ad Antonelli e alla McLaren.
È un giorno senza nuvole dove il rosso abbaglia le colline. È già successo qui, mettevano giù la macchina e filavano su binari invisibili attraverso 14 curve, come nel 2015 o nel 2017 quando Vettel faceva paura dai primi giri. A volte nascondersi non è possibile, la Ferrari aveva provato a uscire dal centro dell’attenzione con i mind games. Ma il vecchio Hungaroring (in realtà modernissimo dopo la ristrutturazione) rimette il Cavallino al centro con una doppietta ottenuta senza patemi, Hamilton davanti a Leclerc. Norris, primo degli inseguitori, staccato di mezzo secondo. Distacchi irreali per Charles che nel primo turno era stato il più rapido: «Non credo proprio che questo sarà il nostro vantaggio, continuiamo a lavorare». Tanti pensieri gli frullano in testa, quelli dolci: la figlia in arrivo da Alexandra attesa per l’autunno, nel paddock il segreto è diventato troppo grande per essere contenuto negli abiti.
Testa in macchina dunque, occorre un piano anti-beffa per evitare che un venerdì spettacolare appassisca come è accaduto a Montecarlo. Lì Lewis e Charles avevano dominato quando non contava niente, poi era sbucato Kimi a far festa. Ma è pur vero che questa Rossa è un’altra macchina rispetto a quella di due mesi fa nel Principato, gli aggiornamenti massicci, uniti a una buona dose di fortuna, hanno portato alle vittorie inattese a Barcellona e a Silverstone.











