Tira fuori all’improvviso un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028” e annuncia: “È questa la mia intenzione. La mia intenzione per un terzo mandato come presidente degli Stati Uniti. Lo faremo. Ci divertiremo un po’. Ho vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo”. Parole che gelano la cena di gala dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. Il terzo mandato, infatti, è vietato dal 22esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Una provocazione rivolta ai giornalisti proprio nelle battute finali del suo discorso, durato poco più di un’ora: “Sono lieto di annunciare la mia intenzione di candidarmi come presidente degli Stati Uniti. Dovrebbe essere facile – ha aggiunto – Ormai sono diventato molto bravo a candidarmi alla presidenza. La seconda volta è sempre meglio e la terza volta sarà ancora meglio“. Trump ironizza (forse), sottolineando di stare “solo scherzando“, e chiude così un discorso un po’ sconclusionato in cui ha elogiato alcuni giornalisti, ne ha presi di mira altri, ha fatto battute sul peso e sull’intelligenza di personaggi pubblici.

Un evento riprogrammato: ad aprile, infatti, era stata interrotta per gli spari all’hotel Hilton di Washington. La cena si è svolta questa volta in una location più piccola, con una capienza di circa 700 persone e misure di sicurezza molto più rigide. Il presidente Usa è entrato nella sala da ballo accolto da un applauso ed è stato ringraziato per il suo sostegno da Weijia Jiang, presidente uscente dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca e giornalista della CBS News. Dopo cena, ha assistito a oltre un’ora di premiazioni. Gli ospiti sono entrati da un unico ingresso, dopo due controlli di identità e un passaggio davanti a un cane antidroga, agenti armati e guardie di sicurezza. Non c’era il tappeto rosso né un ricevimento separato con cocktail prima della cena. “Proviamo di nuovo”, ha scherzato Jiang, dando il benvenuto alla folla.