«Mi ricandido». Lo ha annunciato il presidente statunitense Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa bianca indossando il cappellino rosso della campagna elettorale del 2028. La cena è stata rinviata dopo il fallito attentato del 25 aprile. «Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre per la quarta volta da presidente», ha detto. «La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà ancora meglio», ha aggiunto, per poi sostenere che stesse scherzando.

Scherzo oppure no, il presidente Usa ha deciso di concludere la serata di gala con i corrispondenti annunciando la candidatura al quarto mandato, contando dunque come terzo quello del 2020, quando le elezioni sono state vinte dal candidato democratico Joe Biden.

«Lo farò. Dovrebbe essere facile», ha aggiunto, «sto diventando molto bravo a candidarmi alla presidenza. Avrete tempo per parlarne. Sapete, è interessante quando torni e fai un buon lavoro, come abbiamo fatto noi. Perché la situazione è davvero pessima. Ma, parlando seriamente, voglio dire ancora una volta: voglio solo ringraziarvi tutti. È stata una serata interessante».

Ad ogni modo, al Waldorf Astoria è stata per il tycoon un’altra, ennesima, occasione per attaccare gli avversari politici, criticare i giornalisti e minacciare Teheran. D’altronde la portavoce della Casa bianca, Karoline Leavitt, aveva preannunciato «un mix di toni unificanti ma al tempo stesso feroci». Gli avversari presi di mira sono stati la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, il cantautore e re del rock Bruce Springsteen, il giornalista Don Lemon, oltre ai «terribili» i conduttori televisivi Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon e Stephen Colbert.