Roma, 25 lug. (askanews) – La revisione del tirocinio professionale con durata confermata a 18 mesi, di cui 12 con frequenza obbligatoria delle Scuole forensi, è un risultato che chiude una disparità denunciata per anni dall’Unaep (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici). L’art. 41, comma 6, della legge professionale forense (L. 247/2012) consentiva, infatti, di svolgere l’intero tirocinio di 18 mesi presso un avvocato del libero foro o presso l’Avvocatura dello Stato, che è un corpo privo di iscrizione all’albo, ma inspiegabilmente – sottolinea Unaep in un comunicato – lo limitava a 12 mesi se svolto presso l’ufficio legale di un ente pubblico, con la conseguente difficoltà per i giovani laureati di trovare uno studio disposto ad accoglierli per i soli 6 mesi residui. Per le stesse avvocature pubbliche, l’impossibilità di offrire un percorso formativo completo, scoraggiava, inoltre, i praticanti dal sceglierle come sede di tirocinio.

Su questo UNAEP già nell’ottobre 2018, con una lettera all’allora Ministro Bonafede, denunciava l’ingiustificata limitazione ai dodici mesi – prosegue la nota – , depositando poche settimane dopo, il 13 dicembre 2018, una proposta di legge promossa dall’on. Roberto Cataldi per modificare l’art. 73, comma 11-bis, del D.L. 69/2013, aggiungendo dopo le parole “presso l’Avvocatura dello Stato” l’inciso “ovvero presso le Avvocature degli enti pubblici i cui legali siano iscritti agli albi degli ordini territoriali forensi”. Una modifica chirurgica che mirava a eliminare, con poche parole, una disparità di trattamento tra colleghi appartenenti alla stessa categoria professionale.