Si dimentica troppo spesso la poliedricità di cui può godere un artista, magari a causa della fortuna che l’ha contraddistinto in un determinato percorso professionale e che, tuttavia, in uno scenario alternativo, avrebbe potuto aprire la strada a un esito non meno soddisfacente. Tale è il caso del maestro Anthony Hopkins che, dopo averci emozionato con le sue incredibili interpretazioni ed essersi distinto tra gli attori più talentosi della sua generazione, ha finalmente coronato un sogno coltivato per tutta la vita.
Realizzato in collaborazione con Decca Classics, interpretato dalla Philharmonia Orchestra e diretto dall’acclamato maestro Gustavo Dudamel, il primo album musicale di Hopkins, intitolato “Life is a Dream”, consiste in una collezione di brani originali, alcuni dei quali risalenti perfino agli anni giovanili. A offrirci un’anteprima del disco è “Bracken Road”, già disponibile all’ascolto, tratto dalla suite “1947: Suite for Solo Piano and Orchestra” e, come spiegato dalla stessa etichetta discografica, nato dai ricordi di Hopkins a Margam, nel Galles meridionale, per rievocare, attraverso il tocco delicato delle note, i luoghi e i paesaggi che hanno segnato la sua infanzia.






