Un caso di reso "scomparso" nel processo logistico di Amazon si è concluso con il rimborso integrale per un cliente, dopo l'intervento dell'associazione di tutela dei consumatori Codici.
La vicenda riguarda l'acquisto di uno smartphone di fascia alta, del valore di 879 euro, e mette in luce le criticità che possono emergere nella gestione dei resi sulle piattaforme di e-commerce, anche quando la procedura viene seguita correttamente da parte dell'acquirente.
Secondo la ricostruzione fornita da Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, il cliente aveva esercitato il diritto di recesso circa dieci giorni dopo l'acquisto, optando per il ritiro a domicilio tra le opzioni di restituzione messe a disposizione da Amazon. La piattaforma aveva regolarmente generato etichetta e codice di reso, e il corriere incaricato aveva confermato la presa in carico del pacco, fissando la data del ritiro. Fino a questo punto, la procedura si era svolta senza anomalie, compresa la fase di ritiro fisico del prodotto.
Le criticità sono emerse successivamente, nella fase di trasporto verso il magazzino di destinazione: il tracciamento della spedizione si è interrotto improvvisamente, lasciando il pacco in uno stato di stallo, apparentemente disperso in transito. Nelle settimane seguenti non sono arrivati aggiornamenti né sullo stato della spedizione né sull'elaborazione del rimborso. Il cliente ha quindi contattato più volte il servizio assistenza di Amazon, inviando anche comunicazioni tramite PEC, senza tuttavia ottenere riscontri utili sulla localizzazione del pacco o sui tempi di restituzione della somma versata.






