Il Como è la prima squadra in Italia a introdurre il divieto di colpo di testa nelle proprie giovanili. La novità è stata annunciata ieri direttamente dalla società. Tutte le giovani promesse sotto i 12 anni, sia in allenamento che in partita, saranno obbligate a giocare solo con le altre parti del corpo dalle spalle in giù (ovviamente senza contare braccia e mani). LEGGI ANCHE: Troppi colpi di testa possono danneggiare il cervello L’intuizione degli Stati Uniti Questa scelta non è però una novità assoluta nel panorama mondiale. Il primo Paese a introdurre delle limitazioni sono stati gli Stati Uniti, nel 2015. Nel tempo altri Stati hanno seguito a ruota l'esempio americano. I primissimi sono stati Scozia e Galles, poco dopo l'Inghilterra, recentemente anche la Germania. LEGGI ANCHE: Mai esagerare con i colpi di testa I motivi del divieto Ma da dove nasce questa esigenza? I motivi di base sono tre: due medici e uno puramente sportivo. Il colpo di testa, innanzitutto, non è un gesto tecnico sicuro per i ragazzi sotto i 12 anni: da un lato può provocare danni neurologici a lungo termine (il cranio dei giovanissimi non è ancora perfettamente formato); dall'altro può dare complicanze ai muscoli del collo. Per quanto riguarda invece la parte sportiva, diversi studi di settore evidenziano come proibire ai bambini il colpo di testa permetta loro, fin dalla giovane età, di sviluppare più facilmente la tecnica e le abilità con i piedi. Come dicevamo, in Italia questa filosofia non è ancora largamente condivisa, ma è possibile che, dato l'esempio della squadra lombarda, nei prossimi anni altre società possano decidere di accodarsi a questa rivoluzione. Quantomeno è ciò che spera il board Education del Como, Raphael Varane: «Ho parlato più volte della necessità di prendere sul serio gli impatti alla testa nel calcio – ha detto Varane – e dell'assoluta importanza di proteggere i nostri bambini. Per i giovani giocatori, l'approccio migliore è fatto di regole chiare, buona formazione, consapevolezza e di una cultura in cui il benessere e la sicurezza vengano prima di tutto». E conclude: «Questo percorso riduce i contatti non necessari nelle età più giovani, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, e poi insegna la tecnica del colpo di testa in modo corretto, passo dopo passo, con il giusto controllo».