di Valentina Tessera
Cinque mesi di allenamenti mirati, una sala pesi spartana e un programma di «ripristino intestinale»: così l’attore 55enne, protagonista della pellicola «The Odyssey», ha trasformato la propria forma fisica
Il viaggio di Odisseo è approdato nelle sale italiane il 23 luglio con «The Odyssey», il kolossal tratto dall’epopea di Omero diretto da Christopher Nolan. Ma, accanto al ritorno dell’eroe di Itaca, c’è un’altra «Odissea»: quella affrontata da Matt Damon per costruire il fisico del protagonista.
«Bodyssey», così Vogue USA ha ribattezzato il percorso seguito dall’attore cinquantacinquenne per interpretare il leggendario condottiero: cinque mesi di allenamenti mirati e di alimentazione controllata, che gli hanno permesso di perdere circa 4.5 chili di grasso senza intaccare la massa muscolare.
L’obiettivo, ha spiegato Gabe Stump — fisioterapista che ne segue la preparazione atletica dal 2022 —, non era costruire un fisico da «personaggio d’azione da blockbuster», ma quello di un combattente temprato da anni di viaggi e di battaglie: «Odisseo non è un soldato ipertrofico. È uno stratega». Da qui, la scelta di puntare a un corpo asciutto, definito e «funzionale», in linea con la visione del regista.Tuttavia, se l’idea è che per ottenere un risultato simile servano strutture all’avanguardia, macchinari sofisticati e una palestra «da star», la realtà è diversa. La preparazione di Damon è avvenuta in un ambiente tutt’altro che esclusivo: «Rimarreste sorpresi da quanto sia rudimentale», ha rivelato il dottor Stump descrivendo l’area fitness allestita nel seminterrato del divo di Hollywood, dotata soltanto di manubri, bilanciere e una postazione per le trazioni.Niente attrezzature avveniristiche né segreti da celebrità, dunque: la formula, almeno sulla carta, è replicabile. Il punto di partenza? Disciplina e progressione.Innanzitutto, per arrivare sul set nelle condizioni richieste, l’attore si è allenato quattro o cinque volte alla settimana. Le sessioni prevedevano una suddivisione classica tra parte superiore e inferiore: lunedì e giovedì dedicati a petto, spalle e braccia; martedì e venerdì alle gambe; il mercoledì riservato al lavoro cardiovascolare e metabolico, con camminate in pendenza effettuate indossando un giubbotto zavorrato. A richiedere uno sforzo ulteriore è stata l’area pettorale, che si è rivelata più complessa da sviluppare rispetto alle zone dei deltoidi e dei bicipiti. Quindi: distensioni su panca piana e inclinata, aperture con manubri, squat e stacchi da terra, con un incremento costante dei carichi per stimolare la crescita di massa magra e per consentire all’organismo di adattarsi attraverso il recupero.Sul fronte della dieta, Damon ha seguito per 90 giorni un programma di «ripristino intestinale» concordato con il proprio medico, evitando alcol, latticini, caffeina, zucchero e glutine. Una fase che lo ha, inoltre, portato a individuare un'intolleranza a quest'ultimo, poi eliminato definitivamente su consiglio specialistico. «Non mi rendevo conto di quanto mi stesse influenzando. Non mangiarlo ha cambiato completamente la mia vita negli ultimi anni», ha raccontato durante un episodio del podcast Good Hang di Amy Poehler. «È un peccato, perché sono un grande fan del pane e della birra, della pasta, della pizza e di tutto il resto — ha aggiunto —, ma mi sento molto meglio. Sono passato da circa 82 a 75 chilogrammi».












