di
Elvira Serra
Gli attori e doppiatori di «Forrest Gump»: «Tra poco tutti parleranno l’inglese, il doppiaggio artigianale sarà superato dall’AI»
Il momento del dolce non è quando la padrona di casa ci serve una fetta del semifreddo alla ciliegia portato dall’ospite. La tenerezza prende la consistenza di un dessert cremoso quando lei diventa Jenny e suo marito Forrest. «Sono una mamma. Si chiama Forrest», gli dice. E lui: «Come me!». «Gli ho dato il nome di suo padre». «Anche suo padre si chiama Forrest?». «Sei tu il padre, Forrest». Ed è proprio mentre Forrest chiede, tentennando: «Ma... è... è intelligente?» che lei ammette: «Ho la pelle d’oca. Mi viene ogni volta».
E siamo in quattro ad avere gli occhi lucidi intorno alla tavola rotonda apparecchiata d’affetto nell’appartamento romano di Emanuela Rossi, l’attrice e doppiatrice che diede la voce a Robin Wright in Forrest Gump, dove suo marito, Francesco Pannofino, la dava al protagonista, Tom Hanks. Il loro figlio Andrea è nato quattro anni dopo, oggi ne ha 27, e il suo sorriso orgoglioso racchiude l’alchimia di questa famiglia di doppiatori e attori che mangiano le polpette di pane come le preparava nonna Angela, la madre di Francesco, e che comprano le lasagne da «Uovo e farina», perché le fanno buone come in casa e loro non avevano il tempo di cucinarle, impegnati com’erano fino al giorno prima a Bari, per ritirare il Premio Magna Grecia.







