Sul caro carburanti, si fa più concreta l’ipotesi di un intervento sulle accise mobili. Ieri, a Palazzo Chigi c’è stato un vertice fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il responsabile del Mef, Giancarlo Giorgetti per valutare come contenere la corsa dei prezzi alla pompa. Fonti Chigi confermano a La Stampa che si sta lavorando in questa direzione ma, al momento, non ci sono decisioni certe né tempistiche. Del resto, il perimetro è stretto e la coperta corta. Bruxelles non vede di buon occhio misure come un taglio delle accise generalizzato. E neppure sembrano esserci margini per farlo: qualsiasi ipotesi è condizionata dai vincoli di bilancio. Allo studio, dunque, il meccanismo delle accise mobili: in pratica, l’extra gettito Iva generato dai rincari del carburante si traduce in uno sconto temporaneo sulla componente fissa delle accise.

L’attivazione scatta quando il prezzo medio del greggio supera una determinata soglia. Ma la possibile apertura si scontra con alcune incognite. Intanto, l’eventuale extra-gettito prodotto dagli ultimi rincari non è ancora noto: dovrebbe esserlo solo dopo la prima settimana di agosto, quando sono contabilizzati gli incassi. In secondo luogo, trova contrari gli autotrasportatori reduci da una recente intesa sul punto. «L’esecutivo frena su aiuti al settore per mancanza di fondi ma lascia intendere che si potrebbe intervenire sull’accisa mobile», dichiara il presidente nazionale Fai Paolo Uggè. «Questa misura ci penalizzerebbe in maniera decisiva e andrebbe ad annullare quanto stanziato per il comparto a seguito della recente vertenza con il governo. La Federazione chiede la convocazione urgente di un tavolo per scongiurare provvedimenti unilaterali che metterebbero a rischio la tenuta logistica del paese».