Pavia. Non aveva potuto discutere la tesi, ma quel percorso di studi portato avanti con grande determinazione ha comunque raggiunto il suo traguardo. Se nei giorni scorsi l’Università di Pavia aveva conferito alla memoria di Matteo Alberio la laurea magistrale in Finanza (la seconda dopo quella ottenuta con lode in Giurisprudenza), ora anche Regione Lombardia ha voluto ricordare il 29enne di Rovello Porro (Como) scomparso lo scorso 12 marzo a causa di una rara forma di tumore, consegnando un riconoscimento speciale ai genitori Marzia Franzoni e Giancarlo Alberio. L’incontro A riceverli a Palazzo Pirelli sono stati il presidente Attilio Fontana e l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. Matteo stava completando gli studi magistrali all’Università di Pavia quando la malattia, un sarcoma di Ewing, lo aveva costretto dallo scorso settembre a iniziare un percorso di chemioterapia, impedendogli di arrivare alla discussione della tesi. L’ateneo pavese ha però deciso di riconoscere il lavoro svolto e l’impegno dedicato agli studi, conferendogli la laurea magistrale alla memoria. «Vogliamo rendere omaggio non solo al brillante percorso universitario di Matteo Alberio, ma soprattutto all'esempio che ha saputo lasciare con la sua determinazione e la sua straordinaria forza d’animo», ha sottolineato Fontana durante l’incontro. I genitori hanno raccontato di essersi attivati dopo la scomparsa del figlio proprio perché gli venisse riconosciuto quel traguardo accademico per il quale aveva studiato con grande passione. Le bomboniere Marzia Franzoni e Giancarlo Alberio hanno portato con loro a Palazzo Pirelli anche le bomboniere che erano state preparate per festeggiare la laurea magistrale. Le hanno donate a Fontana e Fermi, chiedendo inoltre ai due rappresentanti della Regione di apporre la propria firma sulla pergamena dell’Università di Pavia. Il nome di Matteo potrebbe ora essere legato a un’iniziativa destinata ad aiutare altri studenti: la famiglia sta infatti pensando alla costituzione di una fondazione o di un’associazione a lui intitolata, con l’obiettivo di sostenere giovani meritevoli e consentire loro di proseguire gli studi. «Una storia di grande dignità – ha concluso Fermi – da parte di due genitori che, nonostante il dolore, hanno la forza di fare qualcosa per gli altri, trovando così una nuova ragione di vita».
Una laurea per Matteo, morto a 29 anni per un sarcoma: riconoscimento alla memoria
I genitori: «Ora una fondazione a suo nome»






