Il dibattito che da mesi accompagna il tema della guerra sembra essersi irrigidito attorno a un’alternativa insufficiente.
Da una parte si collocano coloro che ritengono il ricorso alle armi un male talvolta inevitabile; dall’altra quanti pensano che la pace possa essere perseguita soltanto uscendo dalla logica della deterrenza e del riarmo.
In questo quadro, l’intervento di Vito Mancuso su La Stampa di mercoledì scorso rappresenta un contributo prezioso, perché riporta la discussione sul terreno della filosofia morale, sottraendola alla contrapposizione tra schieramenti.
Il suo punto di partenza è difficilmente contestabile.
L’etica non può essere costruita contro la realtà, come se bastasse proclamare un ideale perché trovi posto nella storia.








