«Gli occhi di Giusva Fioravanti li avevo riconosciuti subito, sotto il passamontagna. E chi se li dimentica quegli occhi. Da piccolo aveva fatto l’attore, ce lo ricordavamo bene. Ci sparavano addosso come fosse il tiro al piccione. Chissà com’è che non siamo morte tutte. È passata un’infinità di anni, quasi mezzo secolo, ma la notte mi sveglio e sento il rumore del mitra, l’odore di pelle bruciata, vedo le scale che diventano rosse del sangue delle compagne. I miei occhi non sono mai guariti, una mano è rimasta offesa, la molotov mi era esplosa in faccia. Per anni ho provato senso di colpa, perché la sera prima le avevo chiamate a una a una e strapazzate: Anna, Rosetta, Linda, Gabriella, domani alla radio non potete mancare, le donne aspettano la voce del Collettivo casalinghe». […]
Medaglia d’oro del presidente della Repubblica Ciampi come vittima del terrorismo, Nunni Miolli, ultima sopravvissuta insieme a Rosetta dell’attacco fascista a Radio Città Futura, abita a Spoleto, nel verde delle colline umbre, in una casa moderna dove tutto è volutamente nuovo, leggero, chiaro, come le farfalle dipinte sul muro della camera da letto. […]
È stata una vittima “collaterale” Nunni Miolli, indomita centenaria che attraverso la radio portò le “donne di casa” a scoprire se stesse e l’autocoscienza, eppure ricordata soltanto in scarsi articoli di quotidiani, rare cronache femministe, frammenti di documentari e poche testimonianze di controinformazione. Una specie di congiura del silenzio in cui si sommano l’oblio cui furono condannati i sopravvissuti e le sopravvissute “minori” del terrorismo degli anni settanta e ottanta e il disordine storiografico che caratterizza l’inafferrabile narrazione del femminismo, e che viene ben descritta dalla storica Paola Stelliferi.[…]







