Ad agosto tutti al mare, in montagna o, se proprio non si può con la benzina a 2 euro, a casa sul divano con i piedi a mollo nella bacinella come in un film degli anni Cinquanta. Dev’essere questa l’immagine che chi è alla regia del trasporto pubblico ha dei milanesi e dei lombardi.
Già, perché alle tappe del calvario del pendolare cominciate con la chiusura delle scuole, e quindi con l’orario estivo che allunga i già lunghi tempi d’attesa dei milanesi alle fermate dei tram e bus, poi con i lavori in via Mazzini, in via Bramante e in via Torino che hanno sconvolto le linee tranviarie fra interruzioni e deviazioni, si aggiunge ora la chiusura per un intero mese del Passante ferroviario. Ad agosto.
Certo, tanti saranno in ferie e chi lavora e può farlo ricorrerà alla macchina. E, certo, i lavori di manutenzione a binari e infrastrutture in qualche momento dell’anno vanno pur fatti. Ma non sarebbe corretto garantire almeno uno sconto agli abbonati, anche proforma, per farsi perdonare dei disagi subiti (peraltro spalmati sul resto dell’anno, fra ritardi cronici e soppressioni)? In Germania si pagano 63 euro al mese (il Deutschlandticket) per viaggiare in lungo e in largo per il Paese senza limiti su treni e bus. Un sogno. In Lombardia siamo più umili: ci accontenteremmo di poter usare treni e tram senza troppi grattacapi, e senza dover elaborare strategie di sopravvivenza ad agosto.











